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CONOSCERE IL SERVIZIO TAXI Dalle domande che spesso i cittadini fanno si nota una profonda disinformazione su come funziona e come è regolamentato il servizio taxi a Bari. I clienti meglio informati sono coloro che utilizzano tale mezzo di trasporto con una certa assiduità; ci riferiamo ai clienti che utilizzano il taxi prevalentemente per motivi di lavoro. Il tassista costituisce una vera e propria impresa artigiana individuale con tanto di partita IVA, posizione INPS e INAIL, la vettura con cui lavora è di sua proprietà.Taxi (in italiano anche tassì) è un'automobile che effettua un servizio di trasporto pubblico da piazza a pagamento ovvero su stazionamento in apposite aree pubbliche, specificatamente in una città, con alla guida un autista, definito tassista. A differenza degli altri tipi di trasporto pubblico cittadino come la linea ferroviaria, tranviaria e gli autobus, il servizio offerto dal taxi è definibile come porta a porta; il tassista in sosta nel parcheggio o raggiunto con l'apparecchiatura radiotaxi, acquisisce la richiesta dell'utente, quindi lo preleva all'indirizzo concordato e lo trasporta infine alla destinazione richiesta. L'Amministrazione Pubblica stabilisce un Tariffario uguale per tutti ed emana un Regolamento Comunale/Regionale al quale i tassisti devono attenersi. Nessuna campagna informativa viene fatta su questo mezzo di trasporto così "misterioso"per alcuni , quanto "introvabile" per altri: "Quando cerchi un taxi, non c'è mai!" E in questo caso NESSUNO è in grado di capire il perché. Te lo senti dire con ironia in giornate di pioggia, di fiere, di scioperi AMTAB !!! "Santo cielo che fila di taxi che c'è in questo posteggio!!!”sei nel posteggio che trabocca di macchine una sopra l'altra, ma è una frase che non sentirai pronunciare MAI(sono giorni in cui non piove, non ci sono fiere, non ci sono scioperi AMTAB). Pochissimi tentativi a mezzo stampa, radio o TV di creare un minimo di cultura sull'uso del servizio pubblico taxi è mai stato fatto. Ancora oggi c'è una vasta fetta di utenti che quando chiamano un taxi non sanno se chiamano ad una centrale radiotaxi o ad un posteggio. Molte persone quando chiamano la centrale radio taxi pensano di chiamare direttamente la colonnina al posteggio chiedendo:" dove siete situati?..." ignorando che la corsa mediante radio taxi viene assegnata automaticamente al taxi che si trova al posteggio più vicino al luogo di chiamata; in caso di assenza di taxi al posteggio la centrale radio localizza l'auto più vicina. Molti (una quantità sconcertante) chiedono quale zona della città per lavorare viene assegnata al tassista, come se dovessero esserci tassisti che lavorano SOLO in determinati quartieri della città. Non è un rarità sentirsi chiedere " lei che mi ha portato in stazione centrale, adesso deve tornare al posteggio del Policlinico?....." * O ancora: "lei è un taxi che va fuori Bari? " non sapendo che non esistono taxi che vanno o non vanno fuori città ma esistono SOLO taxi che vanno dove tu chiedi di andare, qualunque sia il posto! * Quando un utente giunge al posteggio con più taxi in fila spesso si rivolge agli ultimi della fila chiedendo: "Scusi, è lei il primo? " il tassista risponde "No, il primo è il PRIMO della fila"!! ;-( * Infine non è noto il meccanismo tariffario ; la tabella con le tariffe è peraltro consultabile a bordo di ogni vettura; nel tariffario è specificato tutto ciò che costituisce il prezzo della corsa :costo al Km, supplementi notturni e festivo, progressione tariffaria chilometrica,ecc,(viene però consultato in una percentuale vicina allo 0,0 %) * Non è recepita la differenza fra due corse identiche ma svoltesi in orari (notturno piuttosto che diurno) o giorni (feriale o festivo) differenti. E' in tal caso necessario spiegare tali differenze per cancellare dalla testa del cliente l'ipotesi di essere stato imbrogliato. TAXI STORICI ITALIANI Sembra che i primi esempi di questo tipo di servizio si possano far risalire al XIX secolo. Precedentemente all'invenzione dell'automobile un servizio similare era quello fornito da carrozze trainate da cavalli e le prime regolamentazioni in proposito risalgono alle città di Parigi e Londra dove per la prima volta venne limitato il numero delle vetture in circolazione.
Una svolta nella storia del taxi moderno Ë quella del 1891 quando un inventore tedesco produsse il primo tassametro. A questa innovazione si fa risalire il termine moderno di taxi, dal prefisso tax (costo). Un'altra versione in merito all'etimologia del nome lo fa risalire al greco, dal termine tachos che significa "veloce".
Il primo Taxi italiano approntato su autotelaio Fiat Tipo 1bis Ë del 1921.Negli anni successivi questa pratica si diffuse in tutte le altre più grandi metropoli e a New York si assistette alla prima compagnia che, dopo aver constatato che si trattava del colore meglio visibile a distanza, iniziò a dipingere le sue vetture di giallo.
La successiva svolta epocale nel servizio pubblico avvenne alla fine degli anni '40 con l'utilizzo dei primi impianti radio per comunicare tra le autovetture e la sede delle società, con il risultato di una ottimizzazione dei percorsi e una riduzione dei tempi d'attesa per la clientela. In effetti, in passato e in parte ancora oggi, i taxisti aspettavano la clientela in appositi parcheggi forniti di telefono fisso. In Italia, il servizio raggiungibile con questo particolare impianto installato viene definito radiotaxi ed Ë gestito da cooperative di taxisti a cui fa capo un numero telefonico normalmente di facile memoria.
Una delle caratteristiche che il taxi deve avere è: quella di essere facilmente riconoscibile dal cliente anche a lunga distanza, pertanto negli anni si Ë cercato di ottenere questo risultato dotando le autovetture, oltre che dell'indicatore posto sul tetto, anche di un colore specifico.Nella realtà italiana si possono notare alcune fasi distinte nella colorazione dei taxi, negli anni sessanta era usuale la livrea bicolore verde e nera, sostituita in seguito, in ottemperanza al codice della strada, dal giallo, per arrivare ai giorni nostri ad utilizzare il colore bianco.
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